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Aggiornamento sulle Sanzioni nei confronti...

Le violente proteste e repressioni in Libia continuano ad occupare i primi titoli dei giornali con aggiornamenti relativi a conflitti quotidiani tra i fedeli a Gheddafi ed i ribelli per il controllo delle città e delle risorse chiave libiche, tra cui porti, strade e raffinerie.

In un crescendo di crisi umanitaria, incursioni aeree ed attacchi a civili, sono state rapidamente promulgate una serie di sanzioni dalle Nazioni Unite, Stati Uniti, UE e da altri Stati.

Il presente aggiornamento riassume le sanzioni recentemente imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dal Presidente degli Stati Uniti e dal Consiglio Europeo, dopo aver identificato le basi comuni a tutti e tre i regimi, per poi discuterne le più importanti differenze.

Le Risoluzioni delle Nazioni Unite non sono immediatamente efficaci nei confronti di persone fisiche e società, pertanto questo aggiornamento è focalizzato sulla legislazione da applicarsi in Inghilterra. Questa prevede il congelamento di beni come previsto dalle sanzioni delle Nazioni Unite, ma non considera il divieto di viaggio (che costituisce materia degli Stati Membri) o l’embargo delle armi (previsto dal Regolamento Europeo, con effetti diretti su persone fisiche e società in ogni Stato Membro, senza che vi sia il bisogno di darvi attuazione attraverso la legislazione nazionale).

Al momento, le sanzioni di UK, Stati Uniti ed UE sono limitate nella loro applicazione al rispettivo territorio o ai loro cittadini che si trovino al di fuori del territorio medesimo. In ogni caso, è importante notare come, in affinità alle esistenti sanzioni Europee disposte nei confronti di Iran, Costa d’Avorio ed altri paesi, le sanzioni Europee contro la Libia comprendono uno spazio geografico di applicazione molto vasto, e sono estese non soltanto a cittadini Europei ed a società Europee, ma altresì ad entità, organismi e persone giuridiche in relazione a qualsiasi affare concluso, in tutto o in parte, nel territorio Europeo.

Somiglianze

La principale analogia tra i vari regimi sanzionatori è costituita, indubbiamente, dall’imposizione di congelare i beni di Muamar Gheddafi e la sua famiglia, compresa sua figlia (Aisha Muammar Gheddafi) e tre dei suoi figli (Khamis Muammar Gheddafi, Mutassim Gheddafi e Saif al-Islam Gheddafi). Le sanzioni Inglesi e dell’Unione Europea sono previste anche nei confronti di un quarto figlio (Hannibal Muammar Gheddafi); la stampa ha supposto l’esistenza di legami di quest’ultimo con il General National Maritime Transport, che possiede una flotta di 14 petroliere aframax. Faremo d’ora in poi riferimento ai sei soggetti sopra menzionati come le ‘Persone Designate’.

Al pari del congelamento di beni di quest’ultime (ed altri), le sanzioni Inglesi, Americane e dell’Unione Europea impongono tutte simili obbligazioni al fine di non rendere disponibili fondi, beni economici o altre risorse di tipo economico direttamente o indirettamente ad una Persona Designata, o comunque ad un’altra persona, a beneficio di una Persona Designata.

Differenze chiave

Le differenze chiave tra i regimi menzionati hanno attinenza agli oggetti dei beni congelati nonché all’ampiezza del congelamento ed alle ulteriori proibizioni.

Oggetti del congelamento di beni

I vari regimi hanno valutato il congelamento dei beni in modo leggermente diverso. Le sanzioni Inglesi si applicano anche a (i) individui o entità che agiscano per conto di una Persona Designata o alla direzione di una Persona Designata ed a (ii) entità che siano controllate, direttamente o indirettamente, da una Persona Designata.

Le sanzioni Americane sono estese anche al Governo Libico (comprese le sue agenzie, strumenti ed entità controllate dal medesimo) ed alla Banca Centrale Libica.

Inoltre, il Segretario di Stato Americano ha il potere di designare, tra gli altri (i) alti funzionari del Governo Libico; (ii) altri figli di Gheddafi; (iii) coloro che siano coinvolti in situazioni di abuso di diritti umani; (iv) coloro che abbiano partecipato o promosso violazione di diritti umani; (v) qualsiasi individuo o entità controllata da un soggetto i cui beni siano bloccati; e (vi) coniugi o soggetti a carico di una persona i cui beni siano bloccati.

Il primo round delle sanzioni promosse dall’Unione Europea supera quelle previste dalle Nazioni Unite, per due principali motivi: prima di tutto, altri 20 soggetti (nei servizi militari e di sicurezza, o vicini od associati al regime e ritenuti essere direttamente o indirettamente coinvolti o complici di abusi di diritti umani) sono stati aggiunti alla lista delle Persone Designate. In secondo luogo, le sanzioni si applicano a beni che siano detenuti o di proprietà di una Persona Designata.

Tutte le sanzioni sono state intenzionalmente specificate in termini molto ampi, e ci sarà una considerevole coincidenza tra i vari regimi, in termini di oggetti delle sanzioni. Tuttavia, la precisa estensione delle sanzioni medesime non è al momento molto chiara, non ultimo per il fatto che la rete di soggetti coinvolti è assai vasta, andando ad includere nella lista individui o entità che agiscono per le Persone Designate, o alla direzione di una Persona Designata, ed entità possedute o controllate direttamente o indirettamente da una Persona Designata (nel caso delle sanzioni UK e UE) ed il Governo Libico incluse le sue agenzie, strumenti ed entità controllate (in caso delle sanzioni US).

Considerata la natura del regime Libico, deve essere tenuto in considerazione il fatto che molte imprese commerciali in Libia potrebbero essere oggetto di un ampio controllo statale. Per mera nota informativa, la Nota pubblicata dal Ministero del Tesoro (HM Treasury) inglese nel momento in cui le sanzioni UK entrarono in vigore, specifica quanto segue:

“5. L’effetto del congelamento di fondi non è limitato ai soli beni posseduti nel nome della persona designata. Come specificato al paragrafo 4, questo si estende a qualsiasi altro fondo o risorsa economica che sia di proprietà o sia controllata da quest’ultima. Il settore finanziario e altre persone devono tenere bene a mente che Muammar Gheddafi e la sua famiglia hanno un controllo notevole sullo stato Libico e le sue imprese nel decidere come portare a termine la dovuta diligenza nei confronti di ogni transazione che coinvolga beni della Libia.”

L’effetto di questo avvertimento è che, relativamente ad ogni affare che abbia a che fare con la Libia o con individui libici, le società o entità devono ottenere il maggior numero di informazioni possibili con riguardo alla proprietà ed il controllo delle loro controparti in Libia. Ogni indicazione che possa costituire controllo statale deve essere attentamente verificata, e deve essere altresì redatto opportuno parere legale al fine di valutare se sussista il rischio che i divieti vengano violati.

Considerando il rischio che un’ entità Libica possa essere controllata a livello statale (e che pertanto possa essere di proprietà o controllata da Muammar Gheddafi o altra Persona Designata) tutte le società debbono osservare molta cautela prima di disporre un qualsiasi pagamento ad una entità Libica. In termini pratici, questo si traduce con la scelta di alcune Società di non porre in essere alcuna operazione commerciale con la Libia, ma l’effetto della suddetta decisione deve essere attentamente preso in considerazione in contratti che siano già stati perfezionati.

HFW è in contatto con l’ Unità di Congelamento dei Beni (Asset Freezing Unit) del Ministero del Tesoro inglese al fine di ricevere chiarimenti e aggiornamenti che verranno tempestivamente comunicati una volta ricevuti.

Lo stato dell’Autorità Libica per gli Investimenti - Libyan Investment Authority

Un ulteriore Regolamento UE è stato pubblicato in data 11 Marzo 2011, e questo aggiunge la Libyan Investment Authority, la Central Bank of Libya, la Libyan Foreign Bank così come altre due istituzioni finanziarie ed un ulteriore soggetto, alla lista delle Persone Designate.

È stato riportato che beni della Libyan Investment Authority (le cui holdings globali sono state valutate tra i 60 e gli 80 miliardi di sterline) siano stati congelati in Inghilterra.

La portata del congelamento di fondi

Non sussiste violazione delle previsioni dettate dall’Inghilterra o dall’Unione Europea in merito al congelamento di fondi laddove venga disposto un pagamento verso un conto congelato che sia stato previsto da un contratto o che sia frutto di un’obbligazione posti in essere prima che il conto venisse congelato; naturalmente, anche il denaro trasferito verrà allo stesso modo congelato. Il Ministero del Tesoro inglese deve però essere informato del pagamento. Invece, i divieti specificati nelle sanzioni previste dagli Stati Uniti, si applicano espressamente nonostante sia stato concluso un qualsiasi contratto, o, comunque, una licenza o permesso siano stati concessi, prima della data di entrata in vigore delle sanzioni medesime. Può essere ottenuta un’autorizzazione dal Ministero del Tesoro per effettuare pagamenti in circostanze molto limitate (come in caso di spese relative al fabbisogno alimentare o per il pagamento di spese professionali, bancarie o straordinarie). Allo stesso modo, come previsto dall’Unione Europea, vi è la possibilità di ricevere un’autorizzazione per la liberazione di un conto congelato o di risorse economiche (o la possibilità di aver disponibilità di quest’ultime) in altrettante limitate circostanze, come sopra menzionate. Al momento, pare che non vi sia nessuna possibilità di ricevere tale autorizzazione ai sensi delle sanzioni previste dagli Stati Uniti.

Sia le sanzioni Inglesi che Europee includono una difesa (laddove i fondi siano disponibili direttamente o indirettamente a beneficio delle Persone Designate) dove non si sia a conoscenza o comunque non vi sia alcun ragionevole motivo di sospettare che le azioni possano infrangere i divieti in questione. Ciò non è previsto dalle sanzioni degli Stati Uniti.

Ulteriori divieti previsti all’ interno della Risoluzione delle Nazioni Unite, del Regolamento UE e della Direttiva Europea

Come sopra menzionato, le sanzioni previste dalle Nazioni Unite comprendono anche l’embargo di armi ed un divieto di viaggio, oltre al già menzionato congelamento di fondi. L’embargo delle armi fa riferimento alla vendita ed al trasporto di armi e munizioni, così come in relazione a qualsiasi tipo si assistenza, sia essa tecnica o finanziaria. Il divieto di viaggio colpisce 16 soggetti, inclusi coloro i cui beni siano stati congelati.

Il Regolamento dell’Unione Europea impone l’embargo di armi o equipaggiamenti che potrebbero essere utilizzati per fini di repressione interna (come specificato nel Regolamento) così come divieti aggiuntivi (ad esempio relativi ad assistenza tecnica, finanziaria e di brokeraggio) in relazione a quel certo tipo di equipaggiamento ed altresì per beni e tecnologie specificati nella Common Military List.

Nel momento in cui il Regolamento Europeo è stato pubblicato, il Consiglio Europeo (responsabile del Regolamento) ha ulteriormente emesso una Direttiva Europea. Quest’ultima, come noto, non ha effetto diretto negli Stati membri, dal momento che può essere recepita soltanto tramite una legislazione interna. La Direttiva prende in considerazione un ampliamento dell’embargo di armi (relativo ad armi e materiali relativi di ogni tipo) così come un divieto di visto prescritto per 26 persone, incluse le Persone Designate, membri della famiglia di Gheddafi che siano strettamente legati al regime, ed altre persone responsabili della violenta repressione della popolazione civile dal 15 febbraio 2011.

HFW continuerà a monitorare la situazione ed a fornire puntuali aggiornamenti.

Per qualsiasi tipo di informazione si prega di contattare Richard Mabane all’indirizzo richard.mabane@hfw.com o al numero telefonico +44 20 72648505 (diretto) o al numero +44 7881827952 (cellulare).

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