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Le restrizioni imposte sul Qatar e le implicazioni nel settore marittimo, Giugno 2017

Lo scorso 5 giugno, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l’Egitto hanno interrotto i rapporti diplomatici con lo Stato del Qatar. Secondo quanto riportato, ai paesi uniti contro il Qatar si sono aggiunti anche lo Yemen, il governo delle regioni orientali della Libia e le Maldive.

L’Arabia Saudita e il Bahrein hanno adesso chiuso il loro spazio aereo e le acque territoriali al Qatar. L’Arabia Saudita ha anche chiuso il suo confine terrestre con il Qatar, l’unico che connette il Qatar con un altro paese. L’Egitto inoltre ha chiuso il suo spazio aereo a tutti i voli in arrivo ed in partenza dal Qatar.

Una diretta conseguenza è che tutti i porti operati dall’alleanza contro il Qatar stanno bloccando le navi battenti bandiera del Qatar, unitamente a tutte le altre navi che si dirigono verso e vengono dal Qatar. In particolare:

  • Le autorità portuali saudite e quelle degli Emirati Arabi Uniti hanno bandito dalle loro acque territoriali le navi battenti bandiera qatariana o di proprietà di società o persone del Qatar. I porti degli Emirati Arabi Uniti, come Fujairah e quelli gestiti dalla DP World UAE Region, hanno bandito tutte le navi con destinazione o arrivo in un porto del Qatar, indipendentemente dalla natura della loro chiamata. Altresì, la DP World UAE Region ha esteso il divieto a tutte le navi impegnate in operazioni di carico o scarico di merci destinate o provenienti dal Qatar.
  • Comunicati sono stati fatti dal Ministero dei Trasporti e delle Telecomunicazioni - per gli Affari Marittimi ed i Porti - del Bahrain che sospendono tutta la navigazione marittima da e verso il Qatar con effetto immediato.
  • L’Autorità dei Porti Petroliferi di Abu Dhabi inoltre ha riferito di aver emesso una comunicazione in base alla quale alle navi battenti bandiera del Qatar non sarebbe consentito entrare nei porti petroliferi di Abu Dhabi.
  • L’Egitto non ha ancora indicato se intende bloccare le navi collegate al Qatar/merci provenienti dal Qatar usando il Canale di Suez – una rotta comune per petroliere.

Implicazioni pratiche per il settore marittimo

Questi sviluppi segnano un cambiamento senza precedenti nelle relazioni in Medio Oriente, che senza dubbio avrà effetti sulle società con rotte commerciali verso e dal Qatar.

Le società con intensi scambi commerciali o attività al dettaglio in Qatar potrebbero essere tra quelle più colpite, incluse le società di navigazione e logistica.

Sebbene tutti gli aspetti che potrebbero scaturire dalle attuali restrizioni sul Qatar non sono ancora evidenti, le conseguenze di carattere operativo, di seguito riportate, sono probabilmente le più immediate nel settore marittimo, le quali avranno ripercussioni in termini di costi sulle parti interessate:

  • È facile che la chiusura del valico di confine terrestre tra Arabia Saudita e Qatar creerà lunghe file e ritardi. Questo potrebbe in particolare avere effetti sulle consegne vincolate al trasbordo su strada verso e dal Qatar. Altresì, secondo quanto riferito, anche i rifornimenti per le navi in Qatar, che transitano per la maggior parte su strada attraverso l’Arabia Saudita, potrebbero essere interessati.
  • Il Qatar è il maggior esportatore di condensato, che è una forma di greggio molto leggera. Il divieto commerciale potrebbe rendere l’acquisto del greggio del Qatar e del condensato più difficile. Invero, super petroliere (VLCC) conducono periodicamente parecchi carichi di greggio a diversi porti del Medio Oriente. Vietare alle navi che sono chiamate in Qatar di entrare in altri porti della regione potrebbe costringere gli operatori commerciali a modificare i loro flussi commerciali.
  • È facile che anche il rifornimento di bunker sia interessato. I principali porti di rifornimento del bunker, come quello di Fujairah, dove i tre quarti delle petroliere che attraverso il Golfo si fermano per fare rifornimento, stanno rifiutando tutte le navi che sono dirette o provengono dal Qatar.
  • Sul fronte del trasbordo, stando ad alcune fonti, non è permesso scaricare merci su navi portacontainer dirette in Qatar. In Fujairah, qualsiasi carico del Qatar già presente in porto deve essere portato via entro 24 ore.
  • I managers di navi dicono che stanno trovando delle difficoltà connesse all’equipaggio/personale. Per esempio, è stato riferito che l’immigrazione nel porto di Fujairah non sta permettendo agli equipaggi di raggiungere o lasciare navi che vengono da, o sono dirette in, Qatar. Contemporaneamente, si sta rilevando difficile far partire membri dell’equipaggio o altro personale che sono basati a Doha, dato l’attuale embargo/blocco.
  • In relazione ai contratti charter party, questi dovrebbero essere rivisti per stabilire se includono o meno una previsione specificamente indirizzata agli embarghi – per esempio il CONWARTIME 2013, che fa riferimento a “...embarghi (se imposti contro tutte le navi o imposti in modo selettivo contro navi di una certa bandiera o di una certa proprietà, o contro certi carichi o equipaggi o in qualunque altro modo”“[“blockades (whether imposed against all vessels or imposed selectively against vessels of certain flags or ownership, or against certain cargoes or crews or otherwise howsoever”)].
  • Un certo numero di operatori internazionali stanno cercando di concludere nuovi contratti e rinnovi per operare le loro navi FPSO e FSRU in vari giacimenti petroliferi, incluso quello di Al Shaheen. L’incertezza derivante dagli eventi di questa settimana proietterà un’ombra sui noleggi che sono alla base sostenendo il finanziamento della nave.
  • Si dice che le banche della regione rifiuteranno di trattare con banche del Qatar e di riconoscere il Rial del Qatar. Abbiamo saputo che alcune banche saudite, degli Emirati Arabi Uniti e dell’Egitto hanno sospeso gli affari commerciali con le banche del Qatar, ad esempio il riconoscimento di lettere di credito e altri strumenti di pagamento condizionali, fino a quando non riceveranno istruzioni dalle rispettive banche centrali. La valuta internazionale del settore marittimo è ovviamente il dollaro US, e pertanto noi ci aspettiamo un’esposizione limitata su questo fronte. Tuttavia, potrebbe essere possibile che un armatore possa essere esposto ai Rial del Qatar se, per esempio, un contratto di fornitura richieda il pagamento in dollari US sebbene i proventi del contratto di vendita per la fornitura di un servizio o beni sia in Rial del Qatar.
  • Non ci sono state dichiarazioni da parte della banca centrale saudita o dalla banca centrale degli Emirati Arabi Uniti. Stando a quanto riferito, la banca centrale degli Emirati Arabi Uniti ha chiesto a tutte le banche commerciali di riferire in merito alla loro esposizione con le banche del Qatar entro l’8 giugno 2017, prima di prendere una decisione su come procedere per il futuro.

L’esposizione degli affari commerciali alle attuali restrizioni commerciali del Qatar potrebbe ricevere una copertura assicurativa. Potrebbe anche essere gestita attraverso disposizioni contrattuali applicabili o attraverso disposizioni normative locali nell’ambito del Medio Oriente, ivi incluse quelle che riguardano la forza maggiore e la deviazione.

Riteniamo che le implicazioni legali e operative delle restrizioni imposte al Qatar saranno maggiormente visibile con l’evolversi della questione. Per il momento, in ogni caso, non ci sono indicazioni di una riduzione dei contenziosi.

HFW ha, in Medio Oriente, un team esteso di avvocati specializzati in logistica e trasporto marittimo, con uffici negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Kuwait. Per qualsiasi ulteriore informazione in merito, non esitate a contattare:

Richard Mabane
Partner, Londra
T: +44 (0)20 7264 8505
E: richard.mabane@hfw.com

Yaman Al Hawamdeh
Partner, Dubai
T: +971 4 423 0531
E: yaman.alhawamdeh@hfw.com

Tien Tai
Partner, Dubai
T: +971 4 423 0578
E: tien.tai@hfw.com

Ziad El-Khoury
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Daniel Martin
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Marc Ghammachi
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